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Il compattatore per i rifiuti in Piazza delle Erbe
Padova, 23 luglio 2008
Al Sindaco di Padova
Flavio Zanonato
All'Assessore all'Ambiente
Francesco Bicciato
All'Assessore ai Beni Monumentali
Luisa Boldrin
All'Assessore alla Cultura
Monica Balbinot
Al Presidente Acegas Aps
Cesare Pillon
Al Soprintendente ai Beni Architettonici
e al Paesaggio
Guglielmo Monti
Alla Stampa
Quando si cominciò a ventilare l'ipotesi di realizzare due
compattatori interrati per i rifiuti in Piazza
delle Erbe, quasi a contatto con il Salone,
in un primo momento fummo tranquillizzati dal parere negativo espresso
dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e al Paesaggio. Ma, come
succede per i fiumi carsici, questo progetto scomparve per riapparire
qualche mese dopo corredato dalle debite autorizzazioni.
Non può che lasciare interdetti la scelta di posizionare due
compattatori per rifiuti, che funzioneranno dalle 6 del mattino alle 4
del pomeriggio, di fronte al Salone, l'edificio civile più importante e
significativo della città, in una delle più preziose piazze che
costituiscono un sistema monumentale che non ha pari in nessuna città
italiana.
Pertanto ribadiamo le nostre gravi perplessità che non sono state in
alcun modo chiarite dalla relazione tecnica che dovrebbe stare alla
base di questo progetto, che se pur richiesta e più volte sollecitata,
non ci è stata mai fornita.
Se pertanto non possiamo contestare puntualmente le considerazioni che
hanno suggerito di far confluire anche parte dei rifiuti civili
dell'Insula del Centro Storico nei contenitori del mercato proprio in
piazza delle Erbe, ma sicuramente possiamo contestare la scelta della
localizzazione nella piazza.
Ammesso che fosse necessario e indispensabile la scelta di piazza delle
Erbe, non si capisce per quale ragione si è scelto di posizionarli
proprio davanti al Salone (situazione A nel disegno sottostante)
proprio davanti al loggiato, in modo tale che i turisti, fino alle 16
del pomeriggio, potranno assistere alla processione dei camioncini e
allo sversamento dei rifiuti nei compattatori. Non ci è stata fornita
alcuna giustificazione logica per cui i compattatori non si potevano
collocare sul lato opposto, più o meno dove sono situati oggi di fronte
al lato novecentesco del Municipio (situazione B). Certamente la scelta
non è stata condizionata dal "rischio archeologico" che presumibilmente
è omogeneamente spalmato su tutta la piazza.
I vantaggi della seconda soluzione sono evidenti: nessun problema
visivo per chi si affaccia dal loggiato, minor tragitto lungo la piazza
dei furgoncini che portano le immondizie e così pure per i camion che
devono prelevare e sostituire i compattatori riempiti.
Infine la soluzione lato Municipio avrebbe l'indubbio vantaggio di
realizzare lo scavo per i compattatori (5 m di profondità
per 6 x 20 m circa) ben lontano dalle fondazioni del Salone e
non come nella soluzione A a soli 4 m dalle fondazioni stesse,
cosa che preoccupa gravemente.
Appare quindi evidente che la scelta avrebbe dovuto ricadere su questa
seconda ipotesi se non altro per un prudente principio di precauzione.
Se Padova aspira a continuare ad essere annoverata fra le città d’Arte
dovrebbe dimostrare una maggiore attenzione nell'evitare di mortificare
l'immagine del proprio patrimonio storico artistico.
Distinti saluti
La presidente
Maria Letizia Panajotti

Associazione
Nazionale per la Tutela del Patrimonio Storico, Artistico e Naturale