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Dalla fede antica all’uomo tecnologico. Religione, natura, etica (Dio, mondo, uomo) in Hans Jonas.

La domanda senza risposta

Nell’incontro odierno leggeremo il testo della conferenza tenuta da Jonas alla Columbia University il 5 marzo 1970, nell’ambito del ‘Columbia-Bernard Yavneh Program’, all’interno delle ‘Yavneh Lecture Series’ dedicate alla filosofia del giudaismo, tradotta in italiano soltanto nel 2001: “La domanda senza risposta. Alcune riflessioni su scienza, ateismo e la nozione di Dio”. Tale ‘lezione’ venne molto apprezzata dal pubblico, come confermato da due lettere conservate nella cartellina d’archivio. Nella prima, di Charles Sheer, datata 11 marzo 1970 (neppure una settimana dopo), si ringrazia Jonas per il suo stimolante intervento, capace di esplorare “la razionalità del concetto del divino”; nella seconda, di Steven Schleifer, datata 16 marzo 1970, lo si ringrazia per aver offerto a tutti “idee piene di fascino e di ispirazione” e per aver favorito anche nei giorni successivi “una considerevole discussione”. Il punto di partenza del percorso è il successo dell’analisi scientifica dell’universo, che sembra comportare l’inutilità dell’ipotesi di Dio. Come esempio paradigmatico di questo atteggiamento viene scelta la posizione estrema assunta da Laplace. Se ancora in Newton Dio era il buon ‘orologiaio’ che provvedeva per così dire alla ‘manutenzione’ della stabilità dell’universo, con Laplace è l’universo stesso ad auto-regolarsi totalmente e quindi a non aver bisogno di Dio. La progressiva eliminazione del mistero dell’universo grazie all’avanzamento della spiegazione scientifica è, per Jonas, uno dei motivi che accresce il tasso della nostra “cecità” e contemporaneamente indebolisce sempre più il senso religioso della nozione di Dio. L’intervento di Jonas apre, allora, nuove prospettive alla discussione filosofico-religiosa, inserendosi coerentemente all’interno delle riflessioni da lui svolte nel campo della ‘filosofia della biologia’. Nel chiudere il suo discorso, infatti, egli fa valere i suoi interessi organicistici, differenziando lo statuto epistemologico rigidamente meccanicistico e deterministico della fisica da quello della biologia, di cui alcuni aspetti tornano a rendere legittima, pur con tutta la sua problematicità, la domanda su Dio.

ore 17.00 

(Relatore: Stefano Martini)

14/02/2017

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