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Ernst Cassirer. Per una filosofia della cultura umana.

Significato antropologico delle forme simboliche

Relatore: Prof. Stefano Martini

«Nell’arcata dei tre volumi di Philosophie der symbolischen Formen questo programma filosofico trova esecuzione. Cassirer vi considera in particolare l’ambito del linguaggio, il mondo del mito e la sfera conoscitiva e scientifica. […] Nel rapporto tra le diverse forme simboliche, nonostante gli intrecci delle loro concretizzazioni storiche, egli rileva “una determinata gradazione sistematica”, “un progresso ideale”. Riprendendo il detto di Hegel […] Cassirer interpreta quell’ideale progresso nel senso di una rinnovata fenomenologia dello spirito. […] Linguaggio, mito e religione, arte, scienza ci vengono presentati come altrettante direzioni tipiche della vita umana, tutte convergenti verso la “meta” di quell’ideale processo. A capo della via sta il riconoscimento che autentico ‘soggetto’ è in definitiva l’uomo, in quanto centro focale di multiformi attività: loro centro funzionale, piuttosto che supporto sostanziale. Cassirer affida il riconoscimento alla filosofia, come quella che nelle diverse forme culturali mostra l’impronta di un nostro fare. Rispetto alle sfere della umana cultura, egli dice, la filosofia è tenuta a compiere la Besinnung, la presa di coscienza che ne espliciti il senso. Infine egli le attribuisce il costitutivo carattere di Rückbesinnung, di presa di coscienza retrospettiva, “dello spirito ritornante a se medesimo ed alla sua propria origine”. Di nuovo, però, spirito è titolo generale per le umane attività: la Rückbesinnung filosofica concerne direttamente l’uomo, come tale, ed esprime il compito della sua autocoscienza. La filosofia delle forme simboliche, essendo critica della cultura, al tempo stesso è filosofia dell’uomo. In apertura del Saggio sull’uomo Cassirer perentoriamente dichiara che è l’autocoscienza umana il fine più alto della filosofia. L’essenziale significato antropologico della sua prospettiva filosofica qui rifluisce. Vi rifluisce lasciando trasparire il punto focale dell’odierna crisi nella conoscenza di noi stessi: la dimenticanza di sé da parte dell’uomo, nel mentre edifica il mondo della cultura, la realtà che gli è peculiare. Perciò a compimento della sua opera di pensatore Cassirer scrive il Saggio, col preciso intendimento di portar fuori l’uomo dall’autodimenticanza e di ricondurlo alla consapevolezza del suo fare e del senso che lo sorregge. La crisi potrà, ma soltanto per questa via, trovare soluzione. Alla lunga essa potrà trovare soluzione essendone ormai in luce le ragioni di fondo» (Lugarini, Introduzione all’edizione italiana, cit., pp. 25-27).

19/03/2013

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