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“La questione della colpa” (I)

Ciclo di filosofia: Karl Jaspers - Perdersi per ritrovarsi Naufragio dell’esistenza e cifre della trascendenza Relatore: Martini Stefano

Come anticipato la volta precedente, con oggi iniziamo gli incontri dedicati alla lettura di Die Schuldfrage (1946). Afferma Jaspers nella Premessa: «Di una serie di lezioni sulla situazione spirituale della Germania, che ebbe luogo nel semestre invernale 1945-1946, viene qui pubblicato il contenuto di quelle che trattavano la questione della colpa. Con queste discussioni vorrei, come tedesco fra tedeschi, promuovere chiarezza e unanimità; e, come uomo fra uomini, prender parte al nostro sforzo per raggiungere la verità» (K. Jaspers, La questione della colpa. Sulla responsabilità politica della Germania, Raffaello Cortina, Milano 1996, p. 1). Umberto Galimberti nella Prefazione al libro scrive: «Le figure della colpa. Ma di che colpa parla Jaspers? Quattro, a suo parere, sono i modi di concepire la colpa. Colpa giuridica che si riferisce a quelle azioni che trasgrediscono la legge e che possono essere provate oggettivamente. La competenza è del tribunale e l’imputazione riguarda i singoli individui. Colpa politica che si riferisce alle azioni degli uomini di Stato e coinvolge quanti appartengono a quello Stato perché, scrive Jaspers, “ciascuno porta una parte di responsabilità riguardo al modo come viene governato”. La democrazia, infatti, ci rende responsabili e quindi negli errori, colpevoli. Colpa morale. È questa una colpa individuale rilevabile al tribunale della propria coscienza “a cui non si può chiedere un trattamento amichevole”. Qui la giustificazione, che può avere una sua plausibilità nel mondo giuridico dove può trovare accoglienza il principio secondo cui: “gli ordini sono ordini”, per Jaspers non ha valore sul piano morale perché, di fronte alla propria coscienza, “i delitti rimangono delitti anche se vengono ordinati”. Colpa metafisica. Questa colpa investe qualsiasi uomo che tollera ingiustizie e malvagità che possono essere inflitte a un proprio simile e non fa nulla per impedirlo. Questa colpa ha per oggetto l’infrazione del principio della solidarietà tra gli uomini, offesa con la quale viene messa a rischio quella base di appartenenza al genere umano che poggia sul riconoscimento di se stessi nell’altro. A questo livello, scrive Jaspers, il modo di sentirsi colpevole non può essere compreso da un punto di vista giuridico, politico, morale, ma il fatto che uno sia ancora in vita, dopo che sono accadute cose sul genere delle atrocità naziste, costituisce per lui una colpa incancellabile, perché, pur di salvare la propria “vita”, ha rinunciato alla “vita degna” che, nel caso dell’uomo, vuole che si viva insieme o non si viva affatto”» (U. Galimberti, La colpa metafisica, in La questione della colpa, cit., pp. vii-ix [continua]).

Martedì 20 febbraio, ore 17.00 in sede

20/02/2018
20/02/2018

Istituto di Cultura Italo-Tedesco, Via dei Borromeo 16 - 35137 Padova

Libero

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