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Cerimonia di posizionamento delle “pietre d'inciampo” a cura dell'artista Gunter Demnig

Incontro

“Pietre d'inciampo” (Stolpersteine) è un progetto ideato dall'artista tedesco Gunter Demnig nel 1995: da allora sono già decine di migliaia in tutta Europa le pietre incastonate nelle strade davanti alle case di ebrei deportati e morti nella shoah. In Italia l'iniziativa è stata introdotta nel 2010, a Roma, e si è estesa negli anni successivi a Genova, Livorno, Brescia, Prato, Ravenna, L'Aquila e, da quest'anno, Venezia.

È stato proprio in questa occasione, nel gennaio scorso, che la signora Rosy Angeli di Venezia ha manifestato il desiderio di far installare le pietre anche a Padova, davanti alla casa dei suoi cugini (la famiglia di Mario Foà), deportati e uccisi ad Auschwitz. La signora Sara Parenzo di Padova si è subito associata per i suoi i nonni morti nella deportazione, Elia Gesess, Ada Ancona e la loro piccola Sara. Ė stata contattata la coordinatrice del progetto in Italia, Adachiara Zevi di Roma: la richiesta ha avuto esito positivo e per il tramite della prof.ssa Zevi è giunto anche l'assenso di Demnig, che ha accettato di includere le 8 pietre padovane nel programma di installazioni del prossimo 13 gennaio 2015. La posa delle pietre comincerà alle 10.30 davanti al civico 48 di via Roma, per passare alle 11.30 in via Petrarca al civico 15, alla presenza del Sindaco Massimo Bitonci e del Presidente della Comunità Ebraica Davide Romanin Jacur.

Questo primo passo potrebbe diventare un progetto pluriennale, aggiungendo ogni anno, in occasione del Giorno della Memoria, qualche nuova pietra a segnalare le abitazioni in città (complessivamente una trentina) a cui furono strappati gli ebrei padovani morti nella shoah.

La pietra d'inciampo è un sampietrino di 10 cm. di lato, con inciso sul lato superiore di ottone il nome e l'anno di nascita, la data di arresto, la data e il luogo di deportazione e di morte. Non occorre soffermarsi sull'importanza di queste pietre, piccole opere d'arte che costituiscono un discreto ma formidabile presidio della memoria contro l'oblio e il negazionismo.

L’iniziativa vede la partecipazione della Comunità ebraica di Padova, dell’Istituto di Cultura Italo-Tedesco di Padova, dell’Istituto veneto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea (divenuto ora Centro di Ateneo dell’Università di Padova), del Comune di Padova – Giardino dei Giusti del Mondo, e del Liceo classico Tito Livio, scuola a cui era iscritto, prima delle leggi razziali, Giorgio Foà, di sedici anni, una delle vittime ricordate.

Martedì 13 gennaio, ore 10.30 via Roma 48

13/01/2015
13/01/2015

Via Roma 48, Padova

Libero

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