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Conferenza

Essere e tempo di M. Heidegger. Il metodo fenomenologico della ricerca Relatore: prof. Stefano Martini

«La comprensione esistenziale deve assumere, come suo metodo, quello fenomenologico. Infatti, la fenomenologia non è una dottrina ma un metodo: concerne non l’oggetto della ricerca filosofica, ma le modalità di questa ricerca. La massima della fenomenologia può essere espressa dicendo: puntare direttamente sulle cose. Il fenomeno di cui essa parla non è apparenza, ma manifestazione o rivelazione di ciò che la cosa stessa è nel suo essere in sé. Non si contrappone perciò ad una realtà più profonda, che esso velerebbe o nasconderebbe, ma è l’aprirsi, il manifestarsi stesso, di questa realtà. Il logos dall’altro lato (la fenomenologia è il logos del phaenomenon) è un discorso che manifesta o fa vedere ciò di cui si parla; ed è vero (nel senso etimologico della parola greca alethés, “non nascosto”) quando appunto fa vedere o discopre ciò che era coperto. Ciò vuol dire che l’essenza della fenomenologia consiste “nel far vedere da se stesso ciò che si manifesta, così come si manifesta da se stesso”, nel fare in modo che l’essere dell’esistenza si riveli e si mostri, all’analisi, nelle sue strutture fondamentali, senza alterazioni, aggiunte o correzioni. In questo senso Heidegger dice che la filosofia è “ontologia universale e fenomenologica” (Essere e tempo, par. 7c).

Martedì 10 marzo, ore 17.00 in sede

10/03/2015
10/03/2015

Istituto di Cultura Italo-Tedesco

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Libero

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