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Essere e tempo di M. Heidegger. Esposizione del problema del senso dell’essere (Cap. I)

Conferenza, Relatore: prof. Stefano Martini

«In Essere e tempo Heidegger accetta la fenomenologia husserliana solo in quanto metodo, esprimibile nel motto: “la parola ai fatti stessi!”. Egli condivide con Husserl la convinzione che fenomenologia significhi “lasciar vedere”, “disoccultamento” di “ciò che innanzitutto e per lo più non si manifesta; di ciò che, in contrapposto a ciò che innanzitutto e per lo più si manifesta, è nascosto, ma tuttavia è tale da appartenere a ciò che innanzitutto e per lo più si manifesta, in quanto ne esprime il senso e il fondamento”. Della fenomenologia di Husserl Heidegger rifiuta però l’epoché, e la conseguente riduzione del senso di “ciò che innanzitutto e per lo più si manifesta” ad “essenze ideali” collocate fuori del tempo e dello spazio, o addirittura a quel residuo ultimo dell’epoché che è la “coscienza pura”. Egli è convinto infatti che il “senso dell’essere” non sia disgiunto dalla temporalità […]. Alle “ontologie regionali” ed al “coscienzialismo trascendentale” di Husserl Heidegger contrappone l’“ontologia fondamentale”, ossia quella ricerca intorno al senso dell’essere, che – non l’ha capito la metafisica tradizionale – include inevitabilmente il rinvio a quell’ente corposamente reale che s’interroga sull’essere: l’uomo come esistenza concreta. L’esistenza, che Husserl metteva in parentesi, diviene il luogo fondamentale dell’ontologia fenomenologica heideggeriana. Ma, per capire, dobbiamo vedere più da vicino. Come in ogni problema, anche in quello intorno al senso dell’essere in generale si devono distinguere tre termini: a. ciò che si domanda, b. ciò a cui si domanda, c. ciò che si trova domandando. Nel nostro caso, ciò che si domanda è l’essere, ciò che si trova è il “senso” dell’essere, ciò a cui si domanda non può che essere un ente, giacché l’essere è sempre proprio di un ente. Un ente, dunque, ha da essere “interrogato”, ossia “inquisito intorno al suo essere”. […] La risposta di Heidegger è: questo ente è l’uomo» (S. Tassinari, Storia della filosofia occidentale, 3**, Bulgarini, Firenze 1994, p. 286).

Martedì 20 gennaio, ore 17.00 in sede

20/01/2015
20/01/2015

Istituto di Cultura Italo-Tedesco, Via dei Borromeo 16 - 35137 Padova

Libero

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