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Essere e tempo di M. Heidegger. Esposizione del problema del senso dell’essere (Cap. II)

Conferenza, Relatore: prof. Stefano Martini

«A differenza di tutti gli altri enti – cose, vegetali, animali –, che sono già quello che sono, semplici “presenze” additabili come qualcosa di statico e inerte che “sta dinanzi” e può essere solo oggetto di ricerca, l’uomo è un ente il cui modo di essere è appunto la ricerca, e dunque non si riduce a quella realtà “semplicemente-presente” con cui la metafisica occidentale ha finora identificato l’essere. Il “primato” di cui l’uomo gode consiste nel fatto che esso si interroga sull’essere o, per dir meglio, nel fatto che ad esso è possibile questo interrogarsi perché nella sua essenza di uomo è già da sempre inclusa un’oscura apprensione dell’essere. Il movimento con cui l’uomo si interroga sull’essere, ne fa un “esserci” (Dasein) il cui esclusivo modo di essere è l’esistenza. Le cose ‘sono’ ma non ‘esistono’: esse, come s’è già detto, son “là”, davanti a noi, “si danno” in una inerte presenzialità, mentre “exsistere” significa “star fuori”, “emergere”, “sporgere da”. L’uomo esiste, appunto, in quanto esso continuamente “si oltrepassa” in direzione delle “possibilità” di essere che sempre gli stanno aperte dinanzi. L’essere dell’uomo non è un dato di fatto, bensì possibilità, progetto: l’uomo è l’ente che “ha sempre da essere il proprio essere come proprio”. Il ci dell’esserci (Dasein), d’altronde, sta ad indicare che l’oltrepassamento in cui consiste l’esistere non è un puro movimento autodeterminantesi in un orizzonte di infinite possibilità, bensì è sempre “situato”, muove da una concreta situazione che costituisce la sua radicale finitezza. In base a queste considerazioni preliminari Heidegger riconosce dunque che la risposta alla domanda: “che cosa è l’essere in generale”, può essere data solo dopo avere studiato l’essere dell’esserci ed averne scoperto il senso. L’ “analitica esistenziale” è il fondamento dell’ontologia, e ad essa è necessario innanzitutto por mano. In questo, ma solo in questo, consiste l’“esistenzialismo” heideggeriano» (Tassinari, Storia della filosofia occidentale, cit., pp. 286-287).

Martedì 10 febbraio, ore 17.00 in sede

10/02/2015
10/02/2015

Istituto di Cultura Italo-Tedesco, Via dei Borromeo 16 - 35137 Padova

Libero

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